Tra le gemme musicali nate durante la breve carriera italiana di Georg Friedrich Handel un posto particolare spetta all’Oratorio per la Risurrezione di N.S. Giesu' Cristo. A Roma Handel viveva nelle condizioni piu` favorevoli per comporre e poteva nutrirsi del confronto e dell’amicizia con musicisti quali Alessandro e Domenico Scarlatti, Bernardo Pasquini e Arcangelo Corelli; proprio quest’ultimo, in veste di Maestro di Concerto, presiedera' alla prima esecuzione della Risurrezione durante la Settimana Santa del 1708, assicurando maggior lustro a una partitura che non stento' a qualificarsi come un grande avvenimento grazie alla musica di livello eccelso. Non a caso numerosi temi musicali dell’oratorio transiteranno nelle opere successive.

Il giovane Marco Vitale, alla testa di un ensemble agguerrito, ci offre una lettura filologicamente consapevole e rispettosa del clima arcadico del bel libretto di Carlo Sigismondo Capece, dando molto risalto alla parola cantata e quindi scegliendo in generale tempi abbastanza riflessivi. Una scelta che assicura la comodita' necessaria agli interpreti per dipanare parti talora anche molto impegnative (e' il caso dell’Angelo, con la sua pirotecnica aria d’esordio) o per rispettare la meditazione evocata in pagine di altissima fattura come quelle destinate al personaggio di Maddalena (una per tutte la sublime « Ferma l’ali »).

L’orchestra (che avremmo voluto solo un poco piu` nutrita: sappiamo che alla « prima » gli strumentisti erano piu` di quaranta) risponde con pienezza di esiti alle sollecitazioni di Vitale, assicurando un suono decisamente gratificante; tutti da lodare i cantanti, anch’essi generalmente molto giovani, di cui si apprezzano il lodevole sforzo nella corretta scansione del testo poetico e la tecnica sempre sotto controllo. Particolarmente accattivante il timbro di Christine Gether, un contralto ricca di colori che rende al meglio il personaggio di Cleofe.

Mario Marcarini,
Rivista Musica, Ottobre 2009