CD 5 stelle *****

Questa “serenata”, composta nel 1708 a Napoli probabilmente per l’occasione di un importante matrimonio aristocratico, non deve essere confusa con la successiva “Acis and Galatea”, un “masque” composto in Inghilterra nel 1718 su di un libretto in inglese. La triste storia dell’amore infelice fra il giovane Aci e la ninfa Galatea, spezzato dal geloso ciclope Polifemo che induce la ninfa ad annegarsi in mare e uccide Aci schiacciandolo con una rupe, viene riscattata dal finale, raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi, in cui gli dei impietositi trasformano Aci in un fiume, così che sfociando in mare possa riabbracciare l’amata divenuta onde marine.

Questa vicenda, molto tragica per una serenata, viene trattata da Händel con una musica estremamente varia, in cui le arie esprimono i diversi affetti dei protagonisti con grande ricchezza, originalità e, in taluni casi, raggiungendo l’apice della bellezza.

Marco Vitale con la sua orchestra barocca rende magnificamente la varietà della musica, con un suono nitido e pulito, uno stile perfetto, aiutato dalla bravura dei suoi musicisti, che brillano anche nelle parti solistiche (magnifico per esempio l’oboe di Diego Nadra). Tali ottimi risultati vengono raggiunti con un insieme di strumenti piuttosto ridotto, che aggiunge fascino all’esecuzione e ci riporta alle pratiche esecutive dell’epoca, anche per l’uso del’insolito violone, ripreso filologicamente per le arie di Polifemo; l’economia e la linearità esecutive sono rispecchiate anche dalla decisione di Vitale di accompagnare semplicemente col clavicembalo le arie non orchestrate da Händel.

Dal punto di vista vocale, i tre protagonisti bene si adeguano allo stile dell’epoca ed eseguono correttamente le loro parti. Il soprano canadese Stefanie True ha una bella voce e canta con garbo, forse con qualche freddezza d’interpretazione; lo stesso si può affermare per il giovane mezzosoprano cileno Luciana Mancini, che è vocalmente dotata e costituisce senza dubbio una interessante promessa; infine il basso-baritono americano-olandese Mitchell Sandler interpreta Polifemo, il vero protagonista, con intensità interpretativa e buona tecnica, anche se un po’ in difficoltà nella celebre e bellissima aria “Fra l’ombre e gli orrori”, a causa della terribile estensione di due ottave e mezzo che essa richiede al suo interprete.

Davide Dettore

cdclassico.com